{"id":9986,"date":"2012-05-16T13:06:33","date_gmt":"2012-05-16T11:06:33","guid":{"rendered":"http:\/\/danilodolci.org\/?p=785"},"modified":"2012-05-16T13:06:33","modified_gmt":"2012-05-16T11:06:33","slug":"comunicazione-freire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/danilodolci.org\/en\/archive\/comunicazione-freire\/","title":{"rendered":"Annotations to the communication subject in Danilo Dolci and in Paulo Freire"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Note sul tema della\u00a0 \u201ccomunicazione\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>in Danilo Dolci e in Paulo Freire <\/strong>di Giovanni Battaglini<strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/en.danilodolci.org\/media\/sites\/5\/2012\/05\/freire.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-803\" title=\"freire\" src=\"https:\/\/en.danilodolci.org\/media\/sites\/5\/2012\/05\/freire.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"215\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Freire, intervenendo nel dibattito promosso da Dolci con la \u201cBozza di Manifesto &#8211;\u00a0 dal trasmettere al comunicare\u201d, si dichiara d\u2019accordo con le tesi esposte : la comunicazione si fonda sull\u2019intersog-gettivit\u00e0, sulla reciprocit\u00e0, sull\u2019esplicazione delle proprie potenzialit\u00e0 creative, anche nell\u2019esperienza;\u00a0 <em>potere<\/em>\u00a0 non significa\u00a0 <em>dominio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Freire aggiunge: \u201cLa conoscenza pu\u00f2 avere momenti di trasmissione, purch\u00e8 alimentino la comunicazione\u201d. \u201c Spaventato\u201d dai \u201ccomunicati ricevuti in forma passiva da milioni di persone\u201d, afferma che \u00e8 urgente lottare per costruirla, \u201creinventando il mondo attraverso la sua radicale trasformazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Dolci, a Bologna nel \u201996, propone un \u201cnuovo fronte della stessa Universit\u00e0 che vuole pervenire concretamente alla civilt\u00e0 del dialogo tra persone e genti che imparino a sperimentare creative\u201d, oltre le \u201cinoculazioni pur elettroniche\u201d;\u00a0 propone di muovere anche dalle forme pi\u00f9 semplici di aggregazione e di vita : \u201c Il comunicare richiede che tra due o pi\u00f9 persone, ognuno sia creativo nell\u2019ascoltare-interpretare come nell\u2019esprimersi non solo verbalmente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0 Il discorso dei due autori resta aperto e attuale, soprattutto nelle linee operative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ulteriori rilievi sul tema della \u201ccomunicazione\u201d in Danilo Dolci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0\u00a0 <\/strong>A distanza di tre anni dalla morte di Danilo Dolci, ripensando alle tante sue opere, appaiono ricorrenti alcune parole\u2013chiave, alcuni argomenti a lui cari, approfonditi nel tempo con il contributo dei partecipanti ai vari \u201claboratori maieutici\u201d, in cui ognuno poteva esprimere liberamente le proprie istanze, senza remore o censure, a prescindere dal grado di istruzione e dal livello di et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0 Si delinea cos\u00ec, in questo rinnovato dialogo socratico, un ambito particolarmente vissuto dal nostro autore, soprattutto nelle strutture scolastiche e sociali in genere : l\u2019ambito socio &#8211; emotivo, oggi sacrificato dalle moderne tecnologie e dalla logica del \u201cprofitto ad oltranza\u201d. Danilo muove , nel tempo, dall\u2019 esigenza primaria di sopravvivenza dei \u201cpoveri cristi\u201d della sua Sicilia, per coinvolgere tutti, perch\u00e9 il discorso della nonviolenza, promosso da lui, pu\u00f2 essere vincente solo se affrontato con respiro planetario, oltre ogni ghettizzazione che porta ad eludere i problemi di fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 In quest\u2019ottica, Dolci muovendo dai conflitti degli \u201cultimi\u201d, dalle loro lotte per le conquiste dei diritti fondamentali come il diritto al lavoro, alla cooperazione tra uomini liberi per costruire strutture necessarie per una esistenza pi\u00f9 umana, dalla diga sullo Jato al Centro educativo di Mirto, contro il dominio della mafia , pagando di persona con i digiuni e anche con il carcere, raggiunge varie parti del mondo e fa esperienze nuove, sempre dalla parte dei pi\u00f9 deboli. Uno dei temi di fondo, ricorrenti di continuo nelle sue pagine, resta il problema del \u201ccomunicare\u201d, inteso come\u00a0 \u201c<em>legge di vita\u201d<\/em>, come<em> \u201c germe musicale\u201d<\/em>,<em> <\/em>come<em> \u201cpalpitare di nessi\u201d <\/em>tra<em> \u201ccreature\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0 Nell\u2019orizzonte proposto da Dolci, il termine \u201ccomunicare\u201d assume pertanto nuovi significati, arricchendosi dei contributi provenienti dal dialogo maieutico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nell\u2019opera <em>La comunicazione di massa non esiste<\/em> del 1987, <em>comunicare <\/em>significa soprattutto \u201cavere in comune\u201d, \u201ccondividere\u201d, \u201csopportare insieme\u201d. \u201cCommunico\u201d, nel significato originario evidenziato nella scrittura latina, vuol dire anche, secondo il nostro autore, \u201c rendo partecipi gli altri di <em>munus <\/em>\u201d,<em> <\/em>inteso nei suoi molteplici aspetti; munus \u00e8 dono, \u00e8 compito, \u00e8 servizio, \u00e8 gentilezza, \u00e8 consiglio, \u00e8 accordo. Di conseguenza, a volte, appare assurdo, o per lo meno improprio, parlare oggi di comunicazione nell\u2019ambito in cui viviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Comunicare \u00e8 attivit\u00e0, che, nel dialogo maieutico, manifesta, talvolta, un interesse vitale: un essere ch\u2019\u00e8 tra noi e che qualifica la nostra esistenza. Si tratta di una tensione spirituale che si cala nel corpo, nelle cose, che si rinnova in un processo continuo di reciprocit\u00e0 creativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<em>\u00a0\u00a0 Comunicare legge della vita <\/em>\u00e8 opera che appare in sesta edizione rinnovata nel 1997, nell\u2019anno stesso della sua scomparsa, e che quindi resta testimonianza di un dialogo e di una ricerca aperta, che pare continuare anche dopo questa, almeno nei desideri pi\u00f9 vissuti e sofferti .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 La meditazione del termine <em>legge, <\/em>come qui viene concepito, ci porta direttamente a quanto scritto a proposito da Immanuel Kant, alla sua legge morale che ci impegna nella nostra interiorit\u00e0, anche se aderiamo ad essa liberamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 opportuno qui ricordarla nella sua forma pi\u00f9 nota: \u201cAgisci in modo da considerare l\u2019umanit\u00e0, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre come scopo e non come mezzo\u201d. Nell\u2019attivit\u00e0 di Dolci, si avverte costante tale istanza fondante l\u2019esperienza del comunicare. La comunicazione \u00e8 quindi concepita come crescita infinita con gli altri, operanti in interazione creativa. Oltre Socrate, oltre Kant, v\u2019\u00e8 per\u00f2 nel nostro autore sempre l\u2019esigenza di sperimentare, in prima persona, le ipotesi teoriche, rischiando anche conflitti insanabili e delusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La legge del comunicare \u00e8 pure <em>germe musicale:<\/em> nel rapporto creativo maieutico, ciascuno, pur nella propria diversit\u00e0, spesso tende ad entrare in armonia con l\u2019altro, con il tutto, in\u00a0 un rapporto empatico profondo. La musica sorge dal \u201csapersi ascoltare\u201d, \u00e8 animatrice della nostra legge interiore, perch\u00e9 porta l\u2019intima forza d\u2019amore a divenire cosmica, conciliando pure la dinamica degli elementi contrari. La musica \u00e8 \u201cnutriente\u201d per la legge morale, ci porta a collaborare, a vivere onestamente, a sperare, nonostante tutto. La musica pare per Danilo, come per Schopenhauer, linguaggio dell\u2019essere inteso come <em>voluntas <\/em>universale, che tutto anima e travolge, che porta dolcezza e distruzione ad un tempo. Non a caso, nell\u2019opera del nostro autore, appaiono anche riferimenti alla tragedia greca, a fatti che lacerano oggi l\u2019umanit\u00e0, nella loro irrazionale brutalit\u00e0 e che determinano, a volte, \u201c il trionfo della perfidia sul precipizio dei giusti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nei volumi di Danilo Dolci, appare un altro termine ricorrente, che spesso \u00e8 connesso con il \u201ccomunicare\u201d e che merita particolare attenzione: il termine \u201ccreatura\u201d. Danilo si rif\u00e0 alla radice CRE,\u00a0 da cui muovono varie\u00a0 parole della nostra lingua:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0da crescere a creare. La creatura \u00e8 un essere che si\u00a0 \u201cinfutura\u201d nel suo crescere, che comunica con altre creature nella sua insostituibile diversit\u00e0. Come Francesco d\u2019Assisi nel suo <em>Cantico, <\/em>egli non pensa solo a creature umane: creature sono tutti gli elementi dell\u2019universo che vivono, che palpitano, che si evolvono: dalle piante alle stelle, all\u2019acqua e al fuoco, al vento. Ritroviamo tale respiro cosmico nel \u201cgrande animale, vivente\u201d, di cui tratta Giordano Bruno, e nella \u201ccorrispondenza di amorosi sensi\u201d, cantata da Ugo Foscolo nei <em>Sepolcri.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La creatura per Danilo vive negli altri, anche dopo la morte, pure nella \u201cforza operosa che affatica le cose\u201d di foscoliana memoria: pertanto, torna alla nostra mente anche la \u201ccommunio\u201d cristiana vissuta laicamente, oltre ogni fede dogmatica. Torna il Maestro che d\u00e0 tutto se stesso, corpo e spirito, agli altri: \u201cMangiate e bevete, questo \u00e8 il mio corpo, questo \u00e8 il mio sangue\u201d. Tutto questo non ha nulla in comune, secondo il nostro autore, con il\u00a0 \u201cDio delle Zecche\u201d, inventato dai potenti per meglio sfruttare i pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 opportuno qui ricordare, in estrema sintesi, l\u2019esperienza educativa necessaria per fare crescere la creatura ch\u2019\u00e8 in noi:\u00a0 \u201c Se l\u2019occhio non si esercita, non vede\u00a0 \/ pelle che non tocca, non sa\u00a0 \/\u00a0 se l\u2019uomo non immagina, si spegne\u201d.\u00a0 Questi\u00a0 tre versi, gi\u00e0 apparsi nel 1986 in\u00a0 <em>Creatura di creature<\/em>, <em>\u00a0<\/em>riappaiono nell\u2019opera poetica <em>Se gli occhi fioriscono<\/em> anche nelle edizioni Martina, Bologna 1997, anno della morte di Danilo (p. 13). Essi vanno qui ricordati pure per evidenziare l\u2019importanza del corpo nelle interazioni tra gli esseri umani e con tutto il mondo vivente. La radice VID di vedere va oltre il \u201cguardare\u201d: significa anche conoscere e sapere, penetrare nel tutto, per cogliere le strutture e il senso della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nell\u2019opera <em>Occhi ancora rimangono sepolti, <\/em>del 1987, edita dal Centro internazionale della grafica di Venezia, Danilo parla di occhi che non vedono se non sono sollecitati dagli altri sensi, da tutto l\u2019essere corporeo che palpita con gli altri corpi. Cos\u00ec le mani toccano altre mani per interrogare, per sollecitare una risposta. \u201cInterrogare\u201d va pertanto inteso come \u201cchiedere tra\u201d, chiedere reciprocamente insieme; \u201crispondere\u201d va inteso nel suo senso originario di reagire ad un desiderio, di venire incontro a questo. Il \u201ctoccare\u201d qui significa \u201cstabilire un contatto reciproco\u201d (da cumtangere): si tratta di un sentire scambievole che si allarga fino a cogliere il palpito dell\u2019universo, che porta ad una coscienza pi\u00f9 intima del tutto, necessaria alla comunicazione:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c le tue dita\u00a0 \/\u00a0 sapienti sanno sciogliere barriere velenose\u00a0 \/ a chi pensa\u201d (p. 52).\u00a0 \u201cNon si comunica che tutti interi, mi pare. Dalla pelle al cuore,\u00a0 alla mente.\u00a0 Se si stacca la pelle dalla pelle e dall\u2019anima, si deperisce e si muore\u201d (p. 17).\u00a0 E ancora :\u00a0 \u201cVagano sogni\u00a0 \/\u00a0 vagano creature \/ ricercando la vita: la vita che possiedono\u00a0 \/\u00a0 insaputa\u201d (p. 59).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 In <em>Poema umano <\/em>del 1974, come riporta Giuseppe Barone a p.54 del suo esauriente volume <em>La forza della non violenza &#8211; Bibliografia e Profilo biografico di Danilo Dolci <\/em>(Napoli, Libreria Dante &amp; Descartes, 2000), Danilo Dolci cos\u00ec si esprime:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cC\u2019\u00e8 pure chi educa, senza nascondere \/ l\u2019assurdo ch\u2019\u00e8 nel mondo aperto ad ogni \/ sviluppo ma cercando \/ d\u2019essere franco all\u2019altro come a s\u00e9,\u00a0 \/ sognando gli altri come ora non sono : \/ ciascuno cresce solo se sognato\u201d.\u00a0 Pertanto, nei processi educativi, non bisogna illudere, ma tentare di entrare nell\u2019altro con una dinamica empatica, di vedere il mondo pure con gli occhi dell\u2019altro, come gi\u00e0 Husserl proponeva, per valorizzarlo nei suoi punti\u2013forza, nelle sue aspirazioni, per viverlo e farlo vivere come \u201ccreatura\u201d, attuando un \u201creciproco adattamento creativo\u201d, \u201cognuno nel proprio sogno\u201d, sogno animante una utopia praticabile, a volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Nel 1988, nell\u2019opera <em>Dal trasmettere al comunicare<\/em> (Torino, Sonda) Danilo afferma, come pure ribadisce in C<em>omunicare, legge della vita <\/em>(Scandicci \u2013 Firenze, La Nuova Italia, 1997, p. 8 ) che il \u201ccomunicare autentico matura solo se e quando cresce almeno tra due creature una specifica interazione nel reciproco fecondarsi, non escludendo ma implicando contemplativamente il resto del mondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 A distanza di tre anni dalla sua morte, <em>non<\/em> possiamo non chiederci quanto si sia attuato delle sue proposte, nella scuola e nella societ\u00e0 in cui viviamo. Il 13 maggio 1996, l\u2019Universit\u00e0 di Bologna conferisce a Danilo Dolci la laurea honoris causa in Scienze dell\u2019educazione e nella sua breve \u201cprolusione\u201d cos\u00ec il nostro autore si esprime:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cQuesta laurea si annuncia nuovo fronte della stessa Universit\u00e0 che vuole pervenire concretamente alla civilt\u00e0 del conflitto nonviolento creativo: alla civilt\u00e0 del dialogo tra persone e genti che imparino a sperimentare creative\u201d (da \u201cScuola e citt\u00e0\u201d del 30.9.1996, ed. La Nuova Italia, Firenze.p. 407).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Chi vive l\u2019ambito non solo universitario ma della scuola e della societ\u00e0 di oggi non pu\u00f2 non constatare che questa prospettiva \u00e8 ancora molto lontana e che si sviluppano, invece, fenomeni della \u201ccomunicazione di massa\u201d che Danilo afferma non autentica, perch\u00e9 \u201cla pasta e la sabbia non comunicano\u201d. E ancora: \u201cLa norma in cui esistiamo (non solo nella scuola trasmissiva e nella fabbrica, ma in ogni monopolio autoritario) perlopi\u00f9 \u00e8 malata, ci riduce, mutila\u201d. (Ivi, p. 408)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 vero, tuttavia, che l\u2019esigenza di comunicare permane e che siano sorti nuovi laboratori e nuove strutture maieutiche, anche nel nostro paese, anche se circoscritti nello spazio e fuori dalle istituzione ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 A\u00a0 proposito, lo stesso Danilo, in un suo articolo apparso su \u201cScuola e citt\u00e0\u201d del 31.8.1990, (op.cit., p. 340 e p. 342), ci parla di nuclei di\u00a0 \u201cresistenza attiva\u201d, che, riproducendosi rapidamente, possono creare un tessuto vivente. Ed a coloro che sono presi da momenti di sconforto di fronte ai numerosi ostacoli che si frappongono a tale lavoro vitale, posti da parte di chi esercita il \u201cdominio\u201d, in forme sempre pi\u00f9 ambigue, ricorda le parole di Platone, il quale in occasione del fallimento delle sue imprese in Sicilia, cos\u00ec afferma: \u201cQuesta mia scienza\u2026. come fiamma s\u2019accende da fuoco che balza: nasce d\u2019improvviso nell\u2019anima dopo un lungo periodo di discussioni sull\u2019argomento e una vita vissuta in comune, e poi si nutre di s\u00e9 medesima\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Per questa esigenza interiore di libert\u00e0, sono inutili i lamenti e gli alibi. In tale orizzonte, anche ricerche recenti, come quella gia citata di Giuseppe Barone, acquistano valore di pressante invito a procedere nel cammino di lotta nonviolenta per realizzare al massimo la nostra pi\u00f9 grande aspirazione di vita: essere sempre pi\u00f9 liberi nel nostro esistere con gli altri, nella nostra irrepetibile e irrinunciabile diversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">\u00a0di Giovanni Battaglini<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">(Docente di Filosofia e Pedagogia nelle Scuole medie superiori,\u00a0 Modena)<\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"center\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ringraziamo l\u2019Autore per la riproduzione del presente articolo, pubblicato nel volume \u201cAtti del II International Forum \u00a0Paulo Freire\u201d,\u00a0\u00a0 Ed.\u00a0 CLUEB\u00a0 &#8211; \u00a0Bologna,\u00a0 2002<\/em><\/p>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Annotations to the \u201ccommunication\u201d subject<\/strong><\/p>\n<p>in Danilo Dolci and in Paulo Freireby Giovanni Battaglini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/en.danilodolci.org\/media\/sites\/5\/2012\/05\/freire.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"freire\" src=\"https:\/\/en.danilodolci.org\/media\/sites\/5\/2012\/05\/freire.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"215\" \/><\/a>Freire, that attended a debate promoted by Dolci with his \u201cDraft of Manifesto- between transmission and communication\u201d, is agree with the thesis: communication is based on intersubjectivity, reciprocity, development of own creative potential, also in the experience; <em>power <\/em>doesn\u2019t mean\u00a0 <em>supremacy<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Freire added: \u201cThe knowledge has a transmission, but it must increase the communication\u201d. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cScared from the passive attitudes\u201d he affirmed \u201c it\u2019s necessary to reinvent the universe through the transformation of the communication\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Dolci, in 1996 in Bologna, suggested a new front of the same University to allow the dialogue among people\u201d .The communication (verbal-not verbal) requires that 2 or more persons are creative (to listen- to interpret).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Further remarks on the \u201ccommunication\u201d subject in Danilo Dolci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0 After<strong> <\/strong>three years Danilo Dolci\u2019s death, thinking about his works, recur some key-words that have been deepened with the contribution of \u201c maieutic laboratories\u201d, in which every participant could express their ideas, without hesitations or censorship. For the success of nonviolence, Danilo involves everybody without racial, religious discrimination.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 His social initiatives, like the dam on the Jato river, the Educational Centre in Mirto, his detention, are only some of his fights for the cooperation among people, for the right to work. One of his recurrent subjects is the \u201ccommunication\u201d problem, considered as \u201c <em>laws of life<\/em>\u201d, as \u201c<em>musical germ\u201d<\/em>, as \u201c<em>creatures<\/em>\u201d. \u00a0The term \u201cto communicate\u201d is enriched by maieutic dialogue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In the work\u00a0<em>La comunicazione di massa non esiste<\/em> of 1987, <em>to<\/em> <em>communicate <\/em>means primarily \u201c to have in common\u201d, \u201cto share\u201d, \u201cto bear together\u201d. \u201cI communicate\u201d, in the latin term means \u201c I inform other people of <em>munus <\/em>; munus is \u201cgift\u201d, \u201ctask\u201d, \u201cservice\u201d, \u201ckindness\u201d, \u201cadvice\u201d, \u201cagreement\u201d. Today, to me, it\u2019s ridiculous to talk about communication.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">To communicate is activeness, that in the maieutic dialogue, shows a vital interest: a being that is among us and that defines our existence.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<em>\u00a0\u00a0 Comunicare legge della vita <\/em>is a work renewed in 1997, the year of his death, that represents a testimony of a dialogue and an open research.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 The consideration about the term <em>law , <\/em>allows<em> <\/em>us to think about Immanuel Kant\u2019 work, and in particular, about his moral law: \u201cAct in such a way that you treat humanity, whether in your own person or in the person of any other, never merely as a means to an end, but always at the same time as an end\u201d. Communication is considered like an infinite growth with other people. \u00a0Beyond Socrates and Kant, in Danilo Dolci there is the need to experiment, directly, the theoretical hypothesis, risking delusions and conflicts.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 The law of communication is also musical germ: in the maieutic creative relationship, everybody with own diversity, aim to live in harmony with other people in a empathetic relationship. Music arises from \u201c to be able to listen\u201d, is a life-giving of our interior law, because it brings the inner love strength to become universal(cosmic). Music is nourishment for the moral law, it brings us to cooperate, to live honestly, to hope. For Danilo, and also for Schopenhauer, music is the language intended as universal <em>voluntas, <\/em>that stimulates and overcomes. In our author\u2019s work, there are also references to the Greek tragedy and to some facts that have rent the humanity, that determine \u201cthe triumph of the perfidiousness on the precipice of the just\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In Danilo Dolci\u2019s volumes appears another term that often is related to term \u201dto communicate\u201d: creature. The creature is a being that communicates with other creatures through the diversity. Like Francis of Assisi in his <em>Canticum, <\/em>he doesn\u2019t think about human creature: creatures are all the elements of the universe: plants, stars, water, fire, wind.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">For Danilo the creature lives in the others, also after death. It call back to mind the Christian \u201ccommunio\u201d spent in a laic way. It comes back the Master who gives himself, body and spirit, to the others: \u201cEat and drink, this is my body, this is my blood.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In the work <em>Occhi ancora rimangono sepolti <\/em>of 1987, published by International Graphic Centre in Venice, Danilo discusses of eyes that don\u2019t see if they aren\u2019t solicited by the other senses. So, hands touch the other hands to examine, to request an answer. \u201cTo examine\u201d is intended as \u201cask among\u201d, to ask for together; \u201cto answer\u201d intended as his original meaning of reaction to a desire. \u201cTo touch\u201d means \u201c to establish a reciprocal contact\u201d (from cumtangere): it deals with a mutual hearing that expands in the universe and allows us to know all in a close way that is necessary for the communication:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>le tue dita\u00a0 \/\u00a0 sapienti sanno sciogliere barriere velenose\u00a0 \/ a chi pensa\u201d (p. 52).\u00a0 \u201cNon si comunica che tutti interi, mi pare. Dalla pelle al cuore,\u00a0 alla mente.\u00a0 Se si stacca la pelle dalla pelle e dall\u2019anima, si deperisce e si muore\u201d (p. 17).\u00a0 And also:\u00a0 \u201cVagano sogni\u00a0 \/\u00a0 vagano creature \/ ricercando la vita: la vita che possiedono\u00a0 \/\u00a0 insaputa\u201d (p. 59).<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0In <em>Poema umano <\/em>of 1974, by Giuseppe Barone in his volume <em>La forza della non violenza \u2013 Bibliografia e Profilo biografico di Danilo Dolci <\/em>(Napoli, Libreria Dante &amp; Descartes, 2000), Danilo Dolci says:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cC\u2019\u00e8 pure chi educa, senza nascondere \/ l\u2019assurdo ch\u2019\u00e8 nel mondo aperto ad ogni \/ sviluppo ma cercando \/ d\u2019essere franco all\u2019altro come a s\u00e9,\u00a0 \/ sognando gli altri come ora non sono : \/ ciascuno cresce solo se sognato\u201d.\u00a0 In educational path, you shouldn\u2019t deceive, but you should try to go in the other with an empathetic dynamics, to see the world with other eyes \u00a0increasing his values and his aspirations.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 In 1988, in the work \u00a0<em>Dal trasmettere al comunicare<\/em> (Torino, Sonda) and in C<em>omunicare, legge della vita <\/em>(Scandicci \u2013 Firenze, La Nuova Italia, 1997, p. 8 ) Danilo says that \u201cthe authentic communication develops only if or when it grows a specific interaction between two creatures including the rest of the world\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 After three years from his death, we have to know what of his proposals have been carried out in the schools or in the society in which we live. The 13 May 1996, the University of Bologna conferred an honorary degree on Danilo Dolci in Education Science and in this occasion our author said:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cThis degree is a new front of the same University that wants to reach in real terms to the civilization of nonviolent creative conflict: to the civil dialogue among people\u201d<\/em> ( \u201cScuola e citt\u00e0\u201d del 30.9.1996, ed. La Nuova Italia, Firenze. p. 407).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Those who live in the university or in the social context can verify that is a distant perspective. Today, instead there are many phenomenon of \u201cmass communication\u201d, that Danilo says that aren\u2019t authentic because \u201c pasta and sand can\u2019t communicate\u201d. And he added: \u201cthe rule in which we exist (not only in the transmissive school and in the factory, but in every authoritarian monopoly) is affected, it mutilates\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 It\u2019s true that the need to communicate persists. There was also the creation of new laboratories and maieutic structures, even in our country, but they are localized and out of official institutions.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 Danilo, in the article on \u201cScuola e citt\u00e0\u201d in 1990, (op.cit., p. 340 e p. 342), talk about \u201cactive resistance\u201d, that can create a living fabric. And for those who feel dejected from numerous obstacles, he remembered Plato\u2019s words: \u201cQuesta mia scienza \u2026. come fiamma s\u2019accende da fuoco che balza: nasce d\u2019improvviso nell\u2019anima dopo un lungo periodo di discussioni sull\u2019argomento e una vita vissuta in comune, e poi si nutre di s\u00e9 medesima\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0 For this need of freedom, the moaning and the alibi are useless. In this way, also the current research, as Giuseppe Barone\u2019s research, invite to continue with the nonviolent fight to realize our life ambition: to be more and more free, in our unrepeatable and unmissable diversity.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"right\">Giovanni Battaglini<\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"right\">(Philosophy and Pedagogy teacher, Modena)<\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"center\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>We thank the Author for the reproduction of this article, published in the volume \u201cAtti del II International Forum \u00a0Paulo Freire\u201d,\u00a0\u00a0 Ed.\u00a0 CLUEB\u00a0 \u2013 \u00a0Bologna,\u00a0 2002<\/em><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Note sul tema della\u00a0 \u201ccomunicazione\u201d in Danilo Dolci e in Paulo Freire di Giovanni Battaglini \u00a0\u00a0\u00a0 Freire, intervenendo nel dibattito promosso da Dolci con la \u201cBozza di Manifesto &#8211;\u00a0 dal trasmettere al comunicare\u201d, si dichiara d\u2019accordo con le tesi esposte : la comunicazione si fonda sull\u2019intersog-gettivit\u00e0, sulla reciprocit\u00e0, sull\u2019esplicazione delle proprie potenzialit\u00e0 creative, anche nell\u2019esperienza;\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":803,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[208],"tags":[],"recensione":[],"target":[],"tema-centenario":[],"class_list":["post-9986","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archive"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v27.6 (Yoast SEO v28.4) - 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