{"id":9995,"date":"2012-06-21T15:40:09","date_gmt":"2012-06-21T15:40:09","guid":{"rendered":"http:\/\/danilodolci.org\/?p=857"},"modified":"2012-06-21T15:40:09","modified_gmt":"2012-06-21T15:40:09","slug":"etica-complessita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/danilodolci.org\/en\/archive\/etica-complessita\/","title":{"rendered":"Struttura Maieutica Reciproca ed etica della complessit\u00e0Maieutical Reciprocal Structure of the Ethic of Complexity"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><a href=\"https:\/\/en.danilodolci.org\/media\/sites\/5\/2012\/06\/maieutica.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-858\" title=\"maieutica\" src=\"https:\/\/en.danilodolci.org\/media\/sites\/5\/2012\/06\/maieutica.jpeg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"188\" \/><\/a>L\u2019obiettivo che ho cercato di raggiungere per la stesura della mia tesi di laurea \u00e8 stata la presentazione dell\u2019ultimo aspetto del pensiero e dell\u2019opera di Danilo nella sua convergenza con la Scienza della Complessit\u00e0, argomento purtroppo quasi del tutto conosciuto all\u2019interno dell\u2019Ateneo di Catania. Il lavoro svolto \u00e8 stato suddiviso in tre parti, di cui la prima consistente nella biografia di Danilo, la seconda nell\u2019analisi della Struttura Maieutica Reciproca, l\u2019ultima nella critica alla modernit\u00e0 e proposta della complessit\u00e0 fatta in particolare da Ervin Laszlo ed Edgar Morin, e nella convergenza di tale prospettiva con la maieutica strutturale. Premetto che tale suddivisione \u00e8 stata dettata dall\u2019unica esigenza di chiarezza espositiva, e non dall\u2019intenzione di settorializzare l\u2019unit\u00e0-complessit\u00e0 degli argomenti trattati. La parte sulla vita di Danilo mi \u00e8 sembrata importante per dimostrare come il suo pensiero, da <em>Palpitare di nessi<\/em> in poi, sia completamente all\u2019attenzione che il N. ha rivolto alla Sicilia occidentale per quasi un cinquantennio. Ho evidenziato l\u2019importanza del <span style=\"text-decoration: underline\">reciproco adattamento creativo<\/span>, paragonandolo alle <span style=\"text-decoration: underline\">affinit\u00e0 elettive<\/span> di Goethe, infatti, come i membri del rapporto si adattano gli uni gli altri non tollerando passivamente, ma ogni volta reinventando il \u201cpalpito\u201d dei loro nessi, cos\u00ec la reciproca affinit\u00e0 tra creature non pu\u00f2 essere percepita in senso deterministico, ma \u00e8 sempre elettiva, richiede cio\u00e8 la volont\u00e0 della scelta, dell\u2019incontro e della reciproca comprensione. La Struttura maieutica Reciproca comporta l\u2019autenticit\u00e0 dei legami, che sono tali quando, grazie all\u2019altro, \u00abuno non \u00e8 pi\u00f9 lui, \/ ed \u00e8 pi\u00f9 lui di prima\u00bb, per citare dei versi che Danilo scriveva ne <em>Il limone lunare<\/em>. Nella reciprocit\u00e0 l\u2019identit\u00e0 dell\u2019io viene rafforzata, non in nome di un individualismo ottuso, che pu\u00f2 facilmente diventare protagonismo, bens\u00ec in nome della dignit\u00e0 della persona che merita sempre di essere valorizzata per facilitare l\u2019esplicazione di tutte le sue potenzialit\u00e0. La <span style=\"text-decoration: underline\">Struttura Maieutica Reciproca<\/span>, cos\u00ec, ha assunto la configurazione dell\u2019<span style=\"text-decoration: underline\">arte dei rapporti<\/span>, perch\u00e9 in essi si costruisce l\u2019esistenza di ogni creatura. In questo senso, nell\u2019epoca in cui la \u201cTecno-scienza\u201d spersonalizza sempre di pi\u00f9 l\u2019uomo, \u00e8 possibile sostenere che la maieutica \u00e8 un processo rivoluzionario, nel senso in cui Danilo intendeva la rivoluzione.<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abRivoluzione<\/em> <em>\u00e8 incontrarsi con sapiente pazienza,<\/em> <em>assumere rapporti essenziali<\/em> <em>tra terra cielo e uomini:<\/em> <em>gli atomi umani dispersi divengano<\/em> <em>nuovi organismi\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il concetto di organismo risulta fondamentale nella prospettiva del pensiero complesso poich\u00e9 comporta la stretta connessione dei singoli elementi tra di loro e con l\u2019intero cui appartengono; in tal modo \u00e8 possibile compiere un superamento della logica rammentatrice che da Cartesio in poi ha caratterizzato il dispiegarsi dello \u201csviluppo\u201d dell\u2019uomo, anche a danno, ad esempio, delle altre forme di vita esistenti sul pianeta. <em>Com-plexus<\/em> vuol dire <em>intrecciare<\/em>, <em>tessere insieme<\/em>, \u00e8 un concetto essenziale poich\u00e9 comporta eticamente il passaggio dalla competizione alla cooperazione, dalla logica della leadership alla prospettiva della partnership, secondo cui tutti collaborano alla realizzazione e al miglioramento dei pi\u00f9 profondi interessi di ciascuno e di tutto il sistema di cui fanno parte. La <em>nuova etica<\/em> per il terzo millennio, secondo Laszlo, deve essere non pi\u00f9 antropocentrica ma <em>biocentrica<\/em> e ci\u00f2 dovrebbe far s\u00ec che il <em>rispetto<\/em> dell\u2019essere umano <em>nei confronti di ogni elemento della natura sia non solo dovuto, ma anche voluto<\/em>. Laszlo, compiendo un salto qualitativo rispetto alla semplice coesistenza, ha introdotto il concetto di <em>inter-esistenza<\/em>, la quale comporta non rapporti di semplice tolleranza, ma di attiva partecipazione, cos\u00eccch\u00e9 le creature imparino ad esistere non solo fianco a fianco, ma insieme. L\u2019io, cio\u00e8, pu\u00f2 esistere perch\u00e9 \u2013 e in quanto \u2013 esiste l\u2019altro. \u00c8 evidente, dunque, il valore etimologico originario del termine <em>inter-esse<\/em> che nella societ\u00e0 contemporanea ha assunto l\u2019accezione principale di \u201cvalore economico\u201d, \u201cguadagno\u201d, \u201caccrescimento del proprio capitale\u201d. Danilo ha incontrato Laszlo solo intorno al 1994, eppure l\u2019intuizione della complessit\u00e0, della reciprocit\u00e0, del legame empatico tra le creature, \u00e8 stata presente in lui gi\u00e0 dalle sue prime scelte; in <em>Conversazioni<\/em>, testo in cui \u00e8 documentato il metodo della maieutica di gruppo, tra gli \u201cAppunti per l\u2019avvio di discussioni\u201d scrive: \u00abIl patto della collaborazione \u00e8 accettare nell\u2019indirizzo di fondo la <em>pluralit\u00e0 delle impostazioni<\/em>, fondata sempre sulla <em>reciproca apertura effettiva<\/em>\u00bb. La relazionalit\u00e0, dunque, si configura come il principio su cui costruire ogni rapporto e senza il quale la vita inesorabilmente si spegne. \u00c8 possibile auspicare l\u2019evoluzione della coscienza umana verso una prospettiva planetaria, analizzata da Danilo nel testo <em>La struttura maieutica e l\u2019evolverci<\/em>. Tra il pensiero sistemico e la Struttura Maieutica Reciproca risulta comune infatti la sollecitudine per il futuro dell\u2019umanit\u00e0 la quale, come scrive Laszlo, \u00e8 ormai giunta ad un punto di biforcazione tra \u00abinvoluzione verso l\u2019estinzione o evoluzione verso un nuovo livello di esistenza\u00bb, e tale scelta dipende dal senso di responsabilit\u00e0 di ciascuno sul nostro pianeta. La maieutica strutturale, rafforzando i nessi tra le creature, pu\u00f2 configurarsi come valida \u201cstrategia evolutiva\u201d. L\u2019evoluzione, tuttavia, \u00e8 anche <em>co-evoluzione<\/em>, dalla crescita di uno cio\u00e8 dipende la crescita dell\u2019altro, l\u2019io si evolve con, e non contro, l\u2019altro. Danilo scrive: \u00abEvolversi \u00e8 coevolversi. Separati, si manca o si marcisce [\u2026] L\u2019unificante scienza della pluriprospettica complessit\u00e0 pu\u00f2 avviarci a un concepire nuovo che valorizza nuove connessioni ad autorganizzarsi in ogni ambito\u00bb. A questo punto mi sembra opportuno fare un cenno di riferimento alla gente semplice, che Danilo amava e alla quale ha sempre rivolto la sua attenzione. Per uomini come Zu Peppino, Zu Vincenzo o Bruno il rapporto con la natura, &#8211; il rapporto sano, non di dominio, di irrazionale sfruttamento -, \u00e8 di vitale importanza per il benessere della stessa vita umana sul pianeta. In tal senso mi sembra di poter sostenere che l\u2019intuizione dei semplici sia in piena convergenza con il pensiero sistemico. Zu Vincenzo, ad esempio, \u201csi mette dentro l\u2019albero\u201d per capire le cure di cui ha bisogno e considera \u201ccriminale\u201d la mancanza di rispetto anche per una sola pianta. Bruno, calabrese, afferma che \u201cgli alberi fanno bene a tutti, sempre\u201d, esprimendo cos\u00ec in modo immediato il concetto fondamentale della fotosintesi clorofilliana. Altre affermazioni importanti sono quelle di Mimiddu il vaccaro che gi\u00e0 negli anni \u201960, durante le Conversazioni a Spine Sante, anticipando di decenni il pensiero complesso dice: \u00abNoi dobbiamo ragionare ed essere al plurale\u00bb, e \u00abNoi dobbiamo guardare dal punto di vista di tutto il mondo\u00bb; \u00e8 evidente che Mimiddu \u00e8 una sorta di precursore della complessit\u00e0, tale nesso tra l\u2019intuizione della gente semplice e la prospettiva sistemica mi \u00e8 stato confermato da Danilo e Laszlo nelle conversazioni riportate in appendice alla mia tesi. Ho concluso il mio lavoro ritornando all\u2019intuizione giovanile di Danilo della Terra come Creatura-dicreature ed evidenziando quanto la dimensione dell\u2019utopia, del sogno, sia importante per la maturazione del progetto. Costanti del pensiero e dell\u2019azione del N. sono state, infatti, l\u2019apertura al futuro e la speranza-certezza di poter cambiare lo status quo. \u00abSe non spero nell\u2019altro non maturo il nostro possibile sviluppo\u00bb scriveva Danilo nel 1985, mi sembra, questo, un pensiero programmatico per quanti coltivano il desiderio di far crescere strutture maieutiche a tutti i livelli per la maturazione di una pi\u00f9 evoluta coscienza personale e planetaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Trappeto, agosto 1998<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Mariangela Savoca<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n<p><!--:en--><a href=\"https:\/\/en.danilodolci.org\/media\/sites\/5\/2012\/06\/maieutica.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-858\" title=\"maieutica\" src=\"https:\/\/en.danilodolci.org\/media\/sites\/5\/2012\/06\/maieutica.jpeg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"188\" \/><\/a>Through my graduation thesis I wanted to present the last aspect of Danilo Dolci\u2019s thought and work about the convergence with Science of Complexity, a topic that is almost unknown in the University of Catania.<br \/>\nThe work was divided into three parts, the first one about Danilo\u2019s biography, the second one about the Maieutical Reciprocal Approach, the last one about the critic of modernity and suggestion of the complexity done in particular by Ervin Laszlo and Edgar Morin, and in the convergence of this prospective with the structural maieutic.<br \/>\nI want to precise that the subdivision is done in order to explain it in a clearer way, and not with the intention to divide the complexity-unit of the topics treated.<br \/>\nThe part about Danilo Dolci\u2019s life seemed to me important to show how his thought, from Palpitare di nessi forward, is at the centre of attention that N. had towards western Sicily for almost fifty years. I highlighted the importance of the creative reciprocal adaptation, comparing Goethe\u2019s elective affinity, which refers to the fact that the members of a relationship adapt themselves with each other and don\u2019t passively tolerate but every time they reinvent the \u201cpalpitation\u201d of their connections, so the reciprocal affinity among creatures can\u2019t be perceived in a deterministic way, but it is always elective, which means that it needs the will to choose, to meet and to comprehend each other.<br \/>\nThe Maieutic Reciprocal Structure involves the authenticity of the ties, that are like this when, thanks to the other one, as Danilo Dolci says in Il limone lunare \u00abone is not anymore him, and he is more like him than before\u00bb. In the reciprocity, the identity of the ego is strengthened, not in the name of an obtuse individualism, that can be easily be transformed into desire of being the centre of attention, but in the name of dignity of the person that always deserves to be valorized to facilitate the explication of all his potentialities.<br \/>\nThis way the Maieutical Reciprocal Structure acquired the configuration of the art of the relationships, because the existence of each creature is built in them. In this sense, during the era when the \u201cTechno-science\u201d depersonalizes more and more men, it is possible to say that maieutic is a revolutionary process, in the sense that Danilo meant revolution.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abRevolution<br \/>\nis the meeting with wise patience,<br \/>\ncreate essential relationships<br \/>\nbetween sky and men:<br \/>\nthe scattered human atoms become<br \/>\nnew organisms\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>The concept of organism is fundamental in the prospective of the complex thought because it entails a tight connection of the single elements and with whole that they belong to; this way it is possible to overcome the remembering logic that from Descartes afterwards characterized the distribution of the \u201cdevelopment\u201d of man, even to the detriment, for example, of the other forms of lives that exists on the planet.<br \/>\nCom-plexus means to twist, to weave together, and it is an essential concept because it ethically causes the changing from competition to cooperation, from logic of the leadership to the partnership prospective, according to which everybody collaborate in the realization and in the improvement of the deeper interests of everyone and of the whole system that they belong to.<br \/>\nAccording to Laszlo the new ethic for the third millennium shouldn\u2019t be any more anthropocentric but biocentric and this should imply that the respect of the human being towards each element of nature is not just due but it is also wanted. Laszlo, by doing a qualitative jump respect the simple coexistence, introduced the concept of inter-existence, which entails not just relationships of simply tolerance, but an active participation, so that creatures learn to exist not only one next to the other, but together. The ego can exist because- and since- the other one exists. So it is evident that the etymological value that comes from the word inter-esse that in the contemporary society acquired the main meaning of \u201ceconomic value\u201d, \u201cearning\u201d, \u201cincreasing of the capital\u201d.<br \/>\nDanilo met Laszlo in 1994, but the intuition of complexity, of reciprocity, of empathic tie among creatures, was present in him since the first choices he made; in Conversations, a text where it is documented the method of group maieutic, in \u201cAppunti per l\u2019avvio di discussioni\u201d he writes: \u00abthe pact of collaboration is to accept, at the basis, the plurality of settings, always funded on the effective reciprocal opening\u00bb. So the relation is set up as the beginning on which to build each relationship and without it, life inexorably turns off.<br \/>\nIt is possible to hope for the evolution of the human conscience towards a planetary prospective, analyzed by Danilo in the text La struttura maieutica e l\u2019evolverci. Between the systemic thought and the Reciprocal Maieutic Structure is common the promptness for the future of humanity which, as Laszlo writes, has arrived at a point of bifurcation between \u00abinvolution towards the extinction or evolution towards a new level of existence\u00bb, and this choice depends from the sense of responsibility of each one in our planet. The structural maieutic, by strengthening the connections among creatures, can be set up as a valid \u201cevolutionary strategy\u201d. However evolution is also co-evolution, which means that from the growth of somebody it depends the growth of somebody else, the ego evolves with, and not against the other. Danilo writes: \u00abEvolving is co-evolving. Separated, you miss or you die [\u2026] the unifying science of the pluriprospective complexity can open us to the creation of something new that increases the value of the new connections to auto-organize in each field\u00bb.<br \/>\nAt this point it seems convenient to refer to the simple people that Danilo loved and that were always at the centre of his attention. For people like Zu Peppino, Zu Vincenzo o Bruno the relationship with nature, &#8211; the healthy relation, not the domination one, of irrational exploitation-, is very important for the well being of human life itself on the planet. In this sense it can be said that the intuition of the simple people is totally converged with the systemic thought. Zu Vincenzo, for example, \u201cstays under the tree\u201d to understand the cures he needs and he considers a \u201ccrime\u201d the lack of respect even for only a plant. Bruno, form Calabria, says that \u201ctrees are always good for everybody\u201d, this way he expresses, in an immediate way, the fundamental concept of the photosynthesis. Other important information are Mimiddu\u2019s, who is the one who takes care of the cows, that already from the 60s, during the Conversations at Spine Sante, anticipating the complex thought says: \u00abwe have to think and be plurals\u00bb, and \u00abWe have to look from the point of view of the whole world\u00bb; it is evident that Mimiddu is a kind of precursor of complexity, this connection between the intuition of the simple people and the systematic prospective was confirmed to me by Danilo and Laszlo in the conversations quoted in the addendum of my thesis.<br \/>\nI finished my work by going back to Danilo\u2019s youth intuition of Earth as a Creature-decreature and highlighting how much the dimension of utopia, of dream, is important for the maturation of the project. Constants of the thought and of actions of N. were the opening to the future and the hope-certainty to change the status quo. \u00abIf I don\u2019t hope for the other I don\u2019t mature our possible future\u00bb this is what Danilo wrote in 1985, according to me this is a programmatic thought for those who cultivate the desire to let maieutical structures grow at every level for the maturation of a more evolutionary personal and planetary approach.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Trappeto, agosto 1998<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Mariangela Savoca<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019obiettivo che ho cercato di raggiungere per la stesura della mia tesi di laurea \u00e8 stata la presentazione dell\u2019ultimo aspetto del pensiero e dell\u2019opera di Danilo nella sua convergenza con la Scienza della Complessit\u00e0, argomento purtroppo quasi del tutto conosciuto all\u2019interno dell\u2019Ateneo di Catania. 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