Diga Jato Scianna

Marcia per la diga sul fiume Jato. Ferdinando Scianna, 1962.

Cinquantadue anni fa, il 27 febbraio del 1963, dopo decine di denunce e mobilitazioni da parte di Danilo Dolci e dei suoi collaboratori, avevano inizio i lavori di costruzione della diga sul fiume Jato.

Già completata in gran parte dopo appena cinque anni, diventerà – insieme al Consorzio democratico che ne gestiva l’acqua – uno dei simboli della battaglia per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione della Sicilia occidentale e dell’impegno contro l’influenza mafiosa sul territorio.

Ecco come Franco Alasia, storico collaboratore di Danilo, ha raccontato questo percorso in una ‘Nota sul Centro Studi e Iniziative di Partinico’ del 1973.

Nota sul Centro Studi e Iniziative di Partinico

   Il Centro studi e iniziative, fondato nel ‘58, ha posto le sue ragioni d’essere e di lavorare partendo da una concreta situazione economica-sociale – quella della Sicilia occidentale – e dalle esigenze che tale realtà dimostrava.

   In un lungo periodo iniziale – dal ‘52 al ‘56 – Danilo Dolci e un piccolo gruppo di volontari collaboratori si inserirono nel vivo della più tragica realtà siciliana, condividendo la vita quotidiana della parte più misera della popolazione locale. […]

   Individuati i punti chiave per un lavoro pilota in tre zone omogenee – il Golfo di Castellammare, una zona collinosa all’interno e un tratto della costa sud occidentale – nel corso del ’58 si aprirono rispettivamente a Partinico, Corleone, Roccamena e Menfi i Centri studi e Iniziative nei quali hanno lavorato tecnici agrari, assistenti sociali, educatori e giovani volontari in grado di svolgere un preciso lavoro nell’ambito dell’organizzazione, senza sostituirsi alle responsabilità degli Enti locali.

   La zona di incidenza del lavoro interessa tre grandi vallate: dello Jato, del Belice e del Carboi. Su tre fiumi, la possibilità di utilizzare più di 180 milioni di metri cubi d’acqua rappresenta la soluzione fondamentale per l’avvio sicuro di un sano sviluppo socio – economico della zona. In tal senso s’è mossa l’iniziativa del Centro studi, per cui in questi anni si è potuto avviare:

  • la completa valorizzazione delle acque del fiume Carboj, il cui serbatoio capace di 36 milioni di metri cubi di acqua, era già costruito ma pressoché completamente inutilizzato nel 1958;
  • la costruzione della diga sullo Jato a Partinico, con un invaso capace di 72 milioni di metri cubi di acqua, che ha permesso l’inizio dell’irrigazione di parte dei circa 9.000 ettari irrigabili, nell’estate del 1971;
  • i lavori di sondaggio, progettazione e costruzione della diga sul Belice, nella zona di Roccamena, per raccogliere oltre 70 milioni di metri cubi di acqua.

[…]

   Nell’ambito del lavoro per la demolizione delle vecchie strutture clientelari-mafiose, conservatrici e parassitarie, va vista la campagna antimafia del Centro studi e Iniziative: la precisa ed approfondita inchiesta sui rapporti mafia-politica nella Sicilia occidentale, se da una parte ha avuto una fondamentale funzione educativa in quanto ha favorito e sollecitato la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità nelle gente locale (determinando inoltre l’apertura di un processo a Roma contro Danilo Dolci e Franco Alasia), ha permesso il pubblico dibattito sul come si costituisce il potere politico in questa zona mettendo a nudo situazioni malsane e pericolose, e ha determinato il crollo politico di un Ministro e di due Sottosegretari collusi con la mafia delinquenziale locale.

Franco Alasia, 1973

Sito ufficiale del Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci