Promuovere il rispetto online: come nasce un digitale più consapevole

Mag 6, 2026Notizie

Ovunque, in Europa, si percepisce una presenza sempre più diffusa e insistente: tra commenti, post e conversazioni digitali si insinuano parole che feriscono, escludono, dividono.

Quando il linguaggio digitale diventa offensivo, non resta limitato all’ambiente virtuale: contribuisce ad alimentare pregiudizi, rafforzare stereotipi e colpire soprattutto chi si trova già in condizioni di vulnerabilità. E mentre le piattaforme digitali amplificano queste dinamiche, cresce anche l’urgenza di costruire spazi più consapevoli, capaci di accogliere e valorizzare ogni voce. 

In questo scenario prende forma SMASH, un percorso educativo che mette al centro l’esperienza delle persone e la forza della partecipazione. Attraverso il suo approccio sono stati creati spazi di analisi e confronto sui discorsi d’odio online: giovani e figure educative hanno collaborato alla creazione di contenuti digitali innovativi, sperimentando linguaggi e strumenti capaci di stimolare pensiero critico e consapevolezza e promuovendo un uso più responsabile del digitale. Allo stesso tempo, giovani migranti sono stati coinvolti in esperienze partecipative che hanno favorito lo sviluppo di competenze utili a riconoscere e contrastare i discorsi d’odio online, in un’ottica inclusiva e multidisciplinare. 

Durante le attività svolte a Palermo, diverse iniziative hanno incoraggiato il confronto e la collaborazione tra le persone coinvolte, favorendo un ambiente inclusivo in cui ogni partecipante ha avuto modo di condividere le proprie considerazioni personali.

Un momento particolarmente significativo è stato rappresentato dall’attività guidata da Respect Zone, che ha offerto momenti di dialogo attivo sui temi dell’odio online, del razzismo e delle discriminazioni. Attraverso esempi concreti, è stato possibile approfondire le modalità con cui fenomeni discriminatori possono manifestarsi e diffondersi sui social media, stimolando al contempo una maggiore comprensione delle strategie di prevenzione e contrasto.

Nel corso del workshop, tra i diversi approcci adottati, è stata impiegata la metodologia degli incidenti critici elaborata da Margalit Cohen-Emerique. Questo metodo, basato sulla raccolta e sulla categorizzazione di osservazioni dirette, consente di analizzare i comportamenti umani e di favorire una riflessione condivisa sulle modalità con cui la diversità culturale viene percepita e interpretata.

I partecipanti hanno avuto l’opportunità di portare la propria testimonianza e di condividere aspetti che possono apparire insoliti o distanti rispetto alla propria esperienza personale.Ciò ha contribuito a rafforzare l’autoriflessione e ad accrescere la consapevolezza individuale e collettiva. 

Sono state inoltre proposte attività ispirate a pratiche teatrali, tra cui il Teatro dell’Oppresso e il Dilemma Theatre, guidate da La Xixa, Xamfrà e Teatras Menas.In questo contesto, le metodologie artistiche e teatrali si configurano come strumenti efficaci per rafforzare la resilienza online, contribuendo alla costruzione di ambienti digitali più solidali e rispettosi.

SMASH mostra come il cambiamento passi dall’esperienza diretta e dalla partecipazione attiva, più che limitarsi a contrastare l’odio, il percorso ha stimolato la costruzione di nuovi modi di comunicare: più attenti, inclusivi e capaci di creare spazi in cui ogni persona possa esprimersi ed essere ascoltata. 

Per partecipare alle prossime attività seguici su Instagram e Facebook  o contatta Giulia Dannibale: giulia.dannibale@danilodolci.org.

SMASH – Journalistic theatre for Social Media Action against Online Hate Speech è un progetto finanziato dal programma Erasmus+, KA2 Partnership for Cooperation: Cooperation Partnership (Youth).

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