Vivere lontano dai grandi centri, avere poche opportunità di mobilità o sentirsi poco ascoltati nelle decisioni che riguardano il proprio futuro: sono alcune delle condizioni che ancora oggi limitano la partecipazione di molte persone giovani.
È da questa consapevolezza che ACTIVATE promuove percorsi partecipativi capaci di valorizzare il protagonismo giovanile e favorire forme di coinvolgimento più inclusive e accessibili.
L’iniziativa ha avviato il proprio percorso a sostegno dell’attivazione civica delle persone giovani con una prima fase di confronto e riflessione critica che ha visto la partecipazione diretta le stesse, insieme a operatori e operatrici giovanili e a figure impegnate nei diversi ambiti della partecipazione, dell’educazione e della cultura.
Questa prima fase, appena conclusa, ha avuto l’obiettivo di raccogliere direttamente dalle persone coinvolte esperienze e punti di vista sui nodi della partecipazione giovanile, mettendo in luce i fattori che la favoriscono e quelli che, invece, la ostacolano.
Questo principio di co-ricerca riflette il quadro concettuale su cui si basa il progetto, che assume l’intersezionalità come lente interpretativa della partecipazione.In altre parole, considera come l’intreccio tra diverse identità e posizioni sociali influenzi le possibilità e le modalità di coinvolgimento nei processi partecipativi.
In questa prospettiva sono stati organizzati una serie di laboratori dialogici, che hanno coinvolto una molteplicità di voci portatrici di esperienze e punti di vista differenti, spesso marginalizzate dal dibattito pubblico. Il confronto tra le persone partecipanti ha permesso di far emergere differenze nelle opportunità legate al genere, alla provenienza e alle condizioni di accessibilità, in particolare di tipo geografico. La chiave intersezionale ci permette di osservare come tali fattori si intrecciano tra loro e incidono in modo diverso sulle possibilità di partecipazione.
È emerso, ad esempio, che la distanza dai centri urbani non ha lo stesso impatto per chiunque. Laddove sono presenti forti disuguaglianze economiche, i costi degli spostamenti rappresentano un ostacolo significativo, a cui si aggiunge una disponibilità di tempo limitata, poiché il tempo libero viene spesso destinato al lavoro o alla ricerca di reddito.Allo stesso modo, il genere può influire sulle opportunità di partecipazione quando alla distanza geografica si sommano condizioni di minore accessibilità e a una percezione meno sicura degli spazi pubblici e associativi.
Queste difficoltà materiali, economiche e legate al genere si sommano a barriere di tipo istituzionale, come la carenza di risorse pubbliche o di iniziative mirate, un accesso non sempre efficace alle informazioni e l’uso di un linguaggio istituzionale spesso percepito come troppo complesso e distante. A ciò si aggiunge un elemento non meno rilevante sul piano sociale e culturale: chi ha partecipato ha espresso la sensazione di avere scarso peso nei processi decisionali e non essere considerata o considerato pienamente credibile in quanto persona giovane.
Accanto all’analisi degli ostacoli, i laboratori sono stati anche uno spazio di elaborazione di possibili soluzioni, a partire dalle criticità emerse nei diversi contesti locali. È infatti dalla dimensione territoriale che occorre partire per costruire risposte efficaci.
Poiché la distanza geografica e la carenza di infrastrutture sono state individuate tra le principali ostacoli nel contesto siciliano, le proposte hanno riguardato soprattutto il rafforzamento del trasporto pubblico e lo sviluppo di attività di advocacy e lobbying a livello municipale. Centrale è risultata anche la costruzione di reti di partenariato tra attori diversi, incluso il settore pubblico, considerate strumenti fondamentali per intervenire in modo più strutturale nei territori lontani dai centri urbani e segnati dallo spopolamento. Tra le proposte emerse figurano anche politiche di incentivo all’occupazione locale, accompagnate da una prospettiva di genere capace di garantire opportunità più eque.
Al dialogo con le persone giovani si è poi affiancato quello, altrettanto significativo, con stakeholder, operatori e operatrici giovanili e realtà dell’associazionismo e dell’attivismo dei Monti Sicani, un’area interna della Sicilia che, come molte altre, ha vissuto negli anni un processo di spopolamento. Oggi, però, questo territorio è attraversato anche dal ritorno di giovani che scelgono di rientrare nei propri luoghi d’origine per contribuire alla costruzione di nuove opportunità per le comunità locali.
È stato possibile approfondire queste dinamiche grazie al dialogo con una delle realtà più attive sul territorio, Arci Sikanamente. Anche in questo caso, il confronto ha permesso di individuare tra le principali criticità del contesto la distanza dai servizi, l’isolamento dei singoli comuni e la carenza di infrastrutture capaci di connettere territori e persone.
Di fronte a queste sfide, Arci Sikanamente e altre realtà associative e giovanili attive sul territorio individuano nella cultura e nell’arte strumenti fondamentali per favorire connessioni e partecipazione. Questo approccio è alla base del lungo lavoro in corso per la costruzione di una rete tra i Comuni dei Sicani, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra i territori, favorire la coesione dell’area e, di conseguenza, la sua attrattività.
Questi risultati hanno inoltre fatto emergere ulteriori elementi in linea con alcuni approfondimenti centrali del progetto, tra cui il ruolo dei social media nella partecipazione e i divari sociali e territoriali tra gruppi che spesso rendono incomunicabili difficoltà simili e scoraggiano forme di partecipazione attiva e solidale.
Le riflessioni emerse in questa prima fase confermano che la partecipazione non dipende solo dalla motivazione individuale, ma anche dalle opportunità offerte dai territori. Per questo ACTIVATE continuerà a lavorare insieme a giovani, comunità e realtà locali attraverso un ciclo di webinar, attività in presenza, workshop e forum, per costruire spazi di cittadinanza più accessibili, inclusivi e capaci di valorizzare tutte le voci.
Per restare aggiornati sulle attività di ACTIVATE e per iscriversi alle prossime iniziative, vai su: Percorso ACTIVATE o contatta Melisa Bucur: melisa.bucur@danilodolci.org
ACTIVATE – Active Citizens for a Stronger Europe è un progetto finanziato dal programma CERV-2025-CITIZENS-CIV (Citizens’ engagement and participation) con l’obiettivo di rivitalizzare l’impegno civico tra le persone giovani attraverso approcci creativi e il rafforzamento delle competenze civiche.
Partner
- Coordinatore: ASOCIACION CIFAL MALAGA, Spagna
- CIEDES, Spagna
- IBCM – Public International Business College Mitrovica, Kosovo
- Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci ETS, Italia
- NEMZETI IFJUSAGI TANACS, Ungheria
- Bakcso Természetjaro, Termeszetvedo, Kulturalis es Szabadidosport Egyesulet, Ungheria
- CIFAL Flanders, Belgio
- YOUTH POWER GERMANY EV, Germania
- UNITAR, Svizzera
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